Nasconde più di quindici chili di hashish nella moto. Arrestato dalla polizia
Ieri sera un poliziotto delle volanti, libero dal servizio, ha notato un uomo che, in modo frettoloso, riponeva nel vano sottosella di uno scooter in sosta diversi involucri, del tutto simili ai classici panetti di hashish, per poi allontanarsi a piedi. L’agente ha immediatamente avvisato il centro operativo, continuando a tenere d’occhio il veicolo.
La Polizia di Stato di Genova ha arrestato un genovese di 50 anni per la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I primi accertamenti hanno consentito di risalire all’identità del proprietario della moto, un genovese di 50 anni con a suo carico numerosi precedenti per detenzione e spaccio di stupefacenti. L’uomo è stato rintracciato dagli operatori delle volanti, che hanno proceduto alla perquisizione domiciliare, estesa al mezzo.
Nel sottosella i poliziotti hanno rinvenuto 30 involucri di cellophane, ciascuno contenente 10 tavolette di hashish, per un peso complessivo di 15,405 chili. Lo stupefacente, lo scooter ed il cellulare del genovese sono stati sequestrati. L’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Marassi.
I poliziotti hanno anche arrestato un 30enne di Chiavari che spacciava marijuana in casa.
Martedì, i poliziotti del Commissariato Chiavari hanno effettuato un servizio antidroga in abiti civili nella cosiddetta zona della “Korea” a Lavagna, notando un via vai di soggetti, già conosciuti come consumatori di stupefacenti, da uno stabile di Via Santa Giulia. Gli operatori sono così risaliti ad un appartamento, abitato da un 30enne di Chiavari.
A quel punto i poliziotti, con la scusa di procedere ad una notifica nei confronti dell’uomo, hanno avuto accesso all’appartamento, riconoscendo immediatamente l’odore pungente della cannabis. L’inevitabile perquisizione ha così consentito il sequestro di 10 dosi di marijuana già confezionate e di un involucro con lo stupefacente non ancora preparato, per un peso complessivo di 705,68 grammi, oltre ad un bilancino di precisione e a numerosi ritagli di cellophane.
L’arrestato ha provato a giustificarsi affermando di aver intrapreso tale attività illecita perché rimasto da poco tempo disoccupato.
Nell’udienza per direttissima di ieri il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per il trentenne la misura dell’obbligo di firma.



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